IpGio - I plastici di Gio

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Plastico "Pibbi"

Paolo F. ci presenta il suo plastico.
È progettato per l'uso con sistema digitale, non ha alcun riferimento ad una situazione reale ed è finalizzato principalmente per le manovre più che per la parata di interi convogli.
L'impianto è posizionato in una mansarda, riscaldata.
Il locale ha tutte le opzioni per l'allestimento di un impianto, ma incombe un grosso svantaggio: il tetto spiovente della casa.

Le basi della progettazione sono le seguenti:
- Applicazione di un sistema digitale.
- Stile italiano con ambientazione di pura fantasia.
- Riproduzione di una linea a doppio binario.
- Massima lunghezza di un convoglio: locomotiva più 8 carrozze passeggeri moderne in scala 1/87.
- Riproduzione di un deposito locomotive (DL) ed un scalo merci (SM).
- Movimento autonomo delle manovre nel deposito e nello scalo merci.
- Il paesaggio nasconde le curve.
Il plastico è suddiviso in vari moduli, ma non è predisposto per il trasporto.

La base del plastico, interamente di legno, è realizzata con moduli assemblati da un falegname, posati su cavalletti acquistati in un negozio di bricolage (vedi Fig.1).
I cavalletti sono fissati al basamento, sotto ogni giuntura tra due moduli.
I moduli sono assemblati tra loro tramite bulloni, dadi e rondelle da 6MA (vedi Fig. 2).
Dimensioni moduli:

Modulo Dimensioni larg. x prof. (m.) Altezza da terra (m.)
A-B-C-D-E-G-H-I 1,0 x 1,0 0,97
F 1,0 x 1,3 0,97

Si tratta di tre classici ovali, disposti su un'unico livello.
Vista l'esiguita del tracciato non è stato impiegato alcun sistema di blocco automatico.
Questa è una buona soluzione per chi ama gestire il traffico manualmente.
Tutti i binari della stazione sono dotati di sganciatori elettrici.
I binari in vista sono dotati di massicciata in gomma, mentre per quelli nascosti si è ricorso all'uso di binari flessibili.
Sono posati 15 scambi elettrici.

È stato studiato e realizzato per l'uso di un sistema digitale, per questo l'impianto risulta di facile installazione e sopratutto permette un cablaggio molto ordinato.
L'alimentazione elettrica è fornita da un trasformatore TITAN Type 208 in corrente alternata a 16 Volt, il quale fa da booster alla centralina digitale.
La centralina è collegata all'impianto tramite uno spinotto a sei connettori, questo al fine di permettere il distacco della centralina stessa, la quale può essere usata in altri impianti.
Un cavo bipolare da 1,5 mm. percorre tutto il plastico, portando l'alimentazione alle schede digitali per gli articoli ellettromagnetici.

Il movimento dei treni, grazie all'uso del sistema digitale è molto semplice.
Ogni locomotiva può essere comandata singolarmente, inoltre la centralina permette il comando degli scambi organizzati e sincronizzati per i vari itinerari.

La gestione di un impianto dotato di sistema digitale è sicuramente più semplice rispetto ad un impianto classico.
Oggi anche la posa dell'impianto elettrico è alla portata di tutti, anche di coloro che "temono" l'elettronica.

Rispetto a quanto realizzato nel passato, gli svantaggi si riducono al fatto che per coloro che possiedono un parco di locomotive non dotate di presa NEM per i decoder digitali, deve necessariamente prendere in considerazione il fatto di operare delle modifiche, le quali comportano dei costi.
Affidatevi a personale specializzato, operando e pianificando con calma, dato che l'investimento monetario ha un suo impatto.
Il mercato offre molte soluzioni digitali ed ognuno potrà scegliere secondo le proprie possibilità.

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